LA NOTIZIA: BERLUSCONI, BINDI E DI PIETRO FUORI DA CORO(ORE 14)

(AGI) - Roma, 14 dic. - All’indomani dell’aggressione, Silvio Berlusconi ha ricevuto stamani la visita in ospedale di Renato Schifani e Gianfranco Fini. E il mondo politico ha fatto a gara per mostrare la propria solidarieta’ incondizionata al presidente del Consiglio. Con due sole eccezioni, quelle di Antonio Di Pietro e Rosy Bindi, che pur assicurando la loro vicinanza umana al premier non hanno mancato di attribuire anche a lui la responsabilita’ di quel “clima di odio” che per il centrodestra ha innescato il folle gesto di Massimo Tartaglia.

“Non sono un ipocrita e non credo che il premier abbia bisogno della mia visita”, ha detto il leader dell’Idv ai cronisti a Montecitorio. “Ho gia’ dato la mia solidarieta’ per un gesto scriteriato di un malato di mente che va assicurato alla giustizia”, ha ricordato, “ma resto contro le politiche di questo governo che generano allarme sociale e tensione”.

Non fa sconti a Berlusconi neppure la Bindi. “Se si vuole fare una onesta riflessione sul clima politico tutti devono sentirsi responsabili”, ha detto, “anche il presidente del Consiglio e la sua maggioranza che da mesi cercano di dividere il Paese con pesanti attacchi al presidente della Repubblica, alla Corte Costituzionale, alla magistratura e a Parlamento”.

Cosi’ e’ finita che nella giornata della costernazione si e’ aperto il varco di una nuova polemica politica. Soprattutto verso la Bindi che e’ stata bollata come “irresponsabile” da Daniele Capezzone e da moltissimi esponenti del Pdl.

E la presidente dell’assemblea nazionale Pd non ha ricevuto neppure per ora la solidarieta’ del suo segretario Pier Luigi Bersani. “Va condannato senza se e senza ma ogni gesto di violenza”, ha detto dopo avere fatto visita a Berlusconi.

Al San Raffaele oggi si sono presentati prima di tutti il presidente della Camera Fini, rimasto 20 minuti con Berlusconi e uscito senza fare dichiarazioni, e del Senato Schifani. “Ritengo che sia dovere di tutte le Istituzioni, tutte le forze politiche, fare un punto su questa vicenda e fare in modo che in Italia questa spirale di violenza politica si fermi, perche’ mette a rischio la pacifica convivenza democratica di questo Paese”, ha detto poi Schifani.

Moltissimi anche le telefonate ricevute dal premier, a partire da quella “affettuosa” di Pier Ferdinando Casini.

E se si sono moltiplicati gli appelli a ritrovare la via del dialogo tra maggioranza e opposizione, da Fabrizio Cicchitto e’ arrivato l’appello ai sostenitori di Berlusconi a scendere in piazza. “Quando gli animi si saranno calmati”, ha detto, “la grande maggioranza tranquilla costituita dal popolo di centro-destra che ama Berlusconi e che si riconosce in questo governo, deve dar vita a una manifestazione pacifica e di massa”. (AGI) Red