CONCILIAZIONE: AVVOCATURA, NO A OBBLIGO RICORSO A MEDIAZIONE

(AGI) - Roma, 8 feb. - L’Organismo unitario dell’Avvocatura ribadisce il suo convincimento negativo all’obbligatorieta’ del ricorso alla mediazione, “mezzo improprio e coercitivo che non risolve alcun problema di deflazione del carico giudiziario in quanto le parti non compaiono e lasciano trascorrere il termine fissato dalla legge”. “Si rischia fondamentalmente di perdere tempo - spiega Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua - l’obbligatorieta’ si risolve in un procrastinarsi dell’inizio dell’azione giudiziaria senza alcun risultato pratico. Della stessa opinione e’ anche il Csm che ha affermato che l’aver reso obbligatorio il ricorso alla mediazione non sembra la soluzione migliore per assicurare la diffusione della cultura per la risoluzione alternativa delle controversie. Ed anche la Commissione Giustizia del Senato ha bocciato lo schema legislativo sulla obbligatorieta’ del previo procedimento di mediazione in numerose materie”.

Il tentativo di conciliazione, secondo de Tilla, “puo’ infatti avere successo solo se e’ sostenuto da una reale volonta’ conciliativa e non se e’ svolto per ottemperare ad un obbligo. In questo caso si trasformerebbe in un mero adempimento formale, che ingolferebbe gli uffici proposti ritardando la definizione della controversia e sottraendo energie allo svolgimento dei tentativi di conciliazione seriamente intenzionati. Conseguentemente la facoltativita’ del ricorso alla mediazione sembra poter meglio garantire il rafforzamento della finalita’ cui lo strumento stesso e’ preordinato. Il fallimento del tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di locazione (che e’ stato abrogato) e’ una chiara conferma”. Maurizio de Tilla ha quindi chiesto che si accolgano le modifiche richieste perche’ “la conciliazione va promossa non per realizzare un effetto deflattivo del contenzioso civile, ma perche’ rappresenti uno strumento di ampliamento dell’area della tutela per il cittadino”. (AGI)

Red/Oll