FAMIGLIA: SI’ CONSIGLIO UMBRIA A LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE
(AGI) - Perugia, 9 feb. - Si’ del Consiglio regionale dell’Umbria al disegno di legge ‘Disposizione per la promozione e la tutela della famiglia’ che valorizza la famiglia “come nucleo fondante della societa’, formato da persone unite da vincoli di coniugio, parentela e affinita’ e ne riconosce la funzione sociale dell’associazionismo”. Una norma finanziaria, definita dalla Giunta oggi, stanzia 3 milioni e 100mila euro aggiuntivi, destinandoli alle famiglie vulnerabili e in condizioni di grave disagio. La legge trae origine dalla proposta di iniziativa popolare accompagnata da circa 12mila firme. Ventitre’ i voti favorevoli al testo rimasto praticamente immutato rispetto a quello votato alla unanimita’ in terza Commissione. Un solo voto contrario, quello di Prc, secondo cui la norma “non riconosce dignita’ e uguali diritti anche alle forme di convivenza”. Apprezzamenti bipartisan per il lavoro svolto in terza Commissione sono venuti dai vari schieramenti in sede di dibattito e ribaditi anche prima del voto finale. Dal gruppo Pdl e’ stato sottolineato come “per la prima volta in Umbria” si approvi una legge di iniziativa popolare mentre, a nome della maggioranza, il Pd ha sottolineato il “lavoro importantissimo della terza Commissione che ha consentito il compimento dell’iter di iniziativa popolare nell’interesse esclusivo della comunita’ umbra”. Soddisfazione anche dal gruppo Udc. Tra i principi della legge regionale figurano concetti base come: la valorizzazione del ‘nucleo familiare formato da persone unite da vincoli di coniugio parentela e affinita’, il sostegno alla funzione genitoriale nei compiti di educazione, tutela e benessere dei figli, il riconoscimento dell’associazionismo familiare e di un suo ruolo attivo nella programmazione, progettazione, realizzazione e valutazione del sistema dei servizi alla persona. Strumenti della legge sono il sostengo alle giovani coppie nella formazione di una nuova famiglia, particolarmente nelle situazioni piu’ disagiate, nelle famiglie numerose o in crisi; liberta’ di trattamento tra gli iscritti alle scuole pubbliche, statali e paritarie; potenziamento delle attivita’ dei consultori familiari; valorizzazione della maternita’ e paternita’ responsabili; prevenzione dell’abbandono alla nascita e sostengo dei genitori durante la gravidanza. Interventi di tipo socio educativo sono previsti a livello individuale o di gruppo e domiciliari per le famiglie con bambini in particolare difficolta’. Cli/Pg (Segue)