REGIONALI:BERSANI, DOMANI DA PROTESTA A PROPOSTA E SENZA STECCATI
(AGI) - Roma, 12 mar. - Pronto alla piazza, che sara’ “solido presidio della Costituzione”, Pier Luigi Bersani ha assicurato che quella di domani punta a essere una manifestazione senza steccati. “A me piace l’idea di mescolare la voce della politica e la voce della societa’ civile”, ha spiegato il segretario del Pd in un’intervista a Repubblica.
“Sono tranquillo”, ha assicurato Bersani parlando del rischio che dall’iniziativa di piazza del Popolo possa venire un attacco a Giorgio Napolitano per la firma sul decreto salva-liste. “Renderemo esplicito il fatto che il Presidente della Repubblica non alcuna responsabilita’ in quella scelta”, ha detto, e “non condidero l’ipotesi che Di Pietro possa attaccare il capo dello Stato. Tutti si atterranno alla logica della piattaforma che abbiamo condiviso e che tioene fuori il capo dello Stato e il suo lavoro”..
Non solo. Non sara un appuntamento soltanto di protesta contro il dl voluto dal governo. “Non e’ retorica dire che vogliamo mettere insieme, a piazza del Popolo, democrazia e lavoro. Sono temi concreti e immediati”.
Per Bersani c’e’ bisogno di guardare avanti e prepararsi, anche se non sembra credere a una fine imminente del berlusconismo. Il premier Silvio Berlusconi, ha spiegato Bersani, “non e’ in grado di trasmettere un’idea di futuro. E’ troppo forte per essere finito e un po’ troppo finito per sentirsi davvero forte”. E se “i 20 mesi di picconamento delle istituzioni sono direttamente funzionali alla volonta’ di zittire i problemi sociali”, per Bersani “ora le voci politiche delle opposizioni e delle associazioni vogliono ribaltare la sua agenda, scriverne una nuova”.
Di fronte alla maggioranza che non ha accolto l’offerta di tregua del Pd, Bersani vuole comunque marcare una differenza. “Anche cosi’ vogliamo girare la piazza dalla protesta alla proposta”, ha sottolineato.
Quanto alle imminenti regionali, il leader del Pd spiega quale consideri la soglia minima per il centrosinistra: “La maggioranza delle regioni, quindi 7 a 6. Ma se loro ne conquistano solo 4 sara’ una sonora bocciatura del governo”. (AGI) Sab