IMMIGRATI: VESCOVO MOGAVERO, BASTA RAZZISMO E RESPINGIMENTI

(AGI) - Trapani, 19 giu. - In Italia, al 1 gennaio 2010, si stimano 5.101.000 immigrati; 544 mila sono irregolari, ossia il 10,7 per cento. Sono gli ultimi dati della Caritas italiana presentati a Valderice nel corso dei lavori del Migramed Forum - 2010, l’iniziativa organizzata da Caritas italiana, in cui si sottolinea in particolare che nell’ultimo anno la clandestinita’ ha registrato 126 mila irregolari in piu’. “L’aumento dei clandestini - ha spiegato Oliviero Forti, responsabile Immigrazione della Caritas - ha a che vedere in particolare con persone che erano in condizioni di regolarita’ e che, anche a causa della crisi economica, si e’ trovato in una nuova condizione nei confronti dello Stato italiano”. Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, si espresso con toni severi: “Non possiamo assolutamente dare copertura ad atteggiamenti di rifiuto o di larvato razzismo e xenofobia che emergono qua e la’ anche nella comunita’ ecclesiale, occorre invece accoglienza, dialogo, proposte, occorre uscire dal silenzio e dalla neutralita’”. Il vescovo di Mazara del Vallo ha precisato di parlare “a titolo personale, quindi ne’ a nome della Cei, ne’ a nome della Conferenza episcopale siciliana”. “I famosi e deprecati respingimenti nel Mediterraneo - ha messo in evidenza Mogavero - riguardano gli immigrati che si trovano in situazione di maggiore debolezza. E’ facile respingere i barconi e “sparare”, in senso metaforico, agli immigrati. Non e’ altrettanto facile porre un freno ed una disciplina all’80% dell’immigrazione irregolare che sfugge al controllo ufficiale”.

Dello stesso avviso anche l’intervento di monsignor Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza episcopale siciliana: “La politica dei respingimenti nel Mar Mediterraneo manca di dimensione umana, prima ancora che di dimensione cristiana: si scaricano su questi poveri che arrivano sui barconi tutte le politiche per contenere l’immigrazione illegale”. Secondo Romeo “ne’ con misure di legge, ne’ con imposizioni della polizia si possono portare le persone a riconoscere Dio nell’altro. Si dice che il flusso migratorio si sia fermato, ma forse non e’ cosi’. Tutte le diocesi siciliane sono da sempre impegnate nell’accoglienza degli immigrati. Crediamo che se una societa’ e’ capace di rispettare e di inculcare il rispetto umano, anche gli immigrati possono essere interessati alla nostra fede”. (AGI) Mrg