LA NOTIZIA: ANM, TOGHE COINVOLTE SI DIMETTANO (ORE 19)
(AGI) - Roma, 14 lug. - I magistrati coinvolti nell’inchiesta sugli appalti per l’eolico devono dimettersi. Questa la netta posizione dell’Associazione nazionale magistrati.
E’ “inaccettabile” - si legge in una nota - che “trapeli l’immagine di una magistratura contigua a gruppi lobbistici e impegnata in impropri interventi volti ad influire sull’assegnazione di affari e di incarichi prestigiosi”. L’Anm auspica che “i magistrati coinvolti” nell’inchiesta sugli appalti per l’eolico “indipendentemente dall’accertamento di eventuali responsabilita’, abbiano la sensibilita’ istituzionale di fare un passo indietro”.
Alla luce delle “gravissime vicende che coinvolgono le istituzioni del Paese”, secondo il sindacato delle toghe, “un ruolo determinante deve essere svolto dal Csm appena eletto, che dovra’ porre al centro della propria azione la questione morale”.
A Livio Pepino, il togato di Magistratura democratica che ha chiesto un plenum con all’ordine del giorno “la questione delle regole deontologiche minime che devono caratterizzare i comportamenti dei consiglieri” ha subito risposto il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino: “questa richiesta verra’ inoltrata immediatamente al presidente della Repubblica”, ha detto. Anche per i due laici di centrosinistra Vincenzo Maria Siniscalchi e Mauro Volpi, “ogni iniziativa diretta a fare luce su inammissibili controlli e pressioni esercitati da ‘cricche’ di vario tipo su incarichi extra giudiziari deve essere repressa, oltre le indagini penali in corso, da una ferma e risoluta decisione del Csm”: per entrambi, la “questione morale non si risolve con i ‘distinguo’”.
Sul fronte delle indagini - secondo un’informativa dei carabinieri datata 18 giugno 2010 e contenuti negli atti depositati dalla procura in vista dell’udienza di domani davanti al tribunale del riesame - l’associazione segreta, costata nei giorni scorsi il carcere a Carboni, Lombardi e Martino, avrebbe potuto contare sul contributo del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, del capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller, e dell’avvocato generale della Cassazione, Antonio Martone, gia’ presidente della commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrita’ delle amministrazioni pubbliche. Tutti e tre hanno pubblicamente escluso di aver compiuto atti illeciti per il sodalizio criminoso guidato da Carboni: la loro posizione e’ al vaglio della procura. (AGI) Red