PDL-FLI: TENSIONE ALTA; BERLUSCONI, CHI NON STA CON NOI E’ FUORI

(AGI) - Roma, 2 set. - Attendere Mirabello non serve. Quello che il presidente della Camera dira’ alla festa tricolore e’ ormai superfluo rispetto a quello che e’ successo negli ultimi mesi e nelle ultime settimane. La possibilita’ concreta di riallacciare i fili del dialogo e’ praticamente ridotta al lumicino se non definitivamente tramontata. Questo, secondo quanto riferito da fonti parlamentari del Pdl, il ragionamento che Silvio Berlusconi avrebbe rappresentato ai suoi interlocutori nella giornata di incontri a palazzo Grazioli.

Lo stato dei rapporti tra i due co-fondatori del Pdl e’ ai minimi da tempo, ma se negli ultimi giorni era parso possibile riaccendere una fiammella di dialogo, la politica dell’appeasement’ pare essere stata abbandonata. Dunque, il discorso di Mirabello non sara’ piu’ cosi’ decisivo, spiegano fonti del Pdl, quello che contera’, giorno per giorno, sara’ nient’altro che la disponibilita’ dei finiani a votare ognuno dei cinque punti messi nero su bianco nel vertice di palazzo Grazioli di mezza estate e che Berlusconi lesse per intero di fronte alle telecamere e ai taccuini dei cronisti. ‘Su quello si misura la fedelta’ al governo o il tradimento del mandato elettorale: chi non lo fa e’ fuori’, avrebbe ribadito il premier. A cominciare, ovviamente, dal tema della giustizia.

E’ la questione giustizia pero’ ad essere particolarmente intricata, spiega un’altra fonte del Pdl, l’impressione e’ che si sia in un vero e proprio ‘cul de sac’. ‘Non si sa come uscirne - spiega la fonte - nessuno ha un’idea precisa su come affrontarla, manca una strategia e se c’e’ e’ confusa e incerta. Insomma, si vive alla giornata’. Andare avanti sul processo breve resta la possibilita’ piu’ concreta, ma non e’ l’unica percorribile. E della questione il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e’ andato a riferire nel pomeriggio direttamente al Capo dello Stato. (AGI) - (Segue)