SCHIFANI: DI PIETRO (IDV), CHI CONTESTA DIFENDE LEGALITA’

(AGI) - Roma, 5 set. - Chi ha contestato ieri il presidente del Senato Renato Schifani, alla festa del Pd, “e’ un difensore della legalita’”. E’ quanto sostiene Antonio Di Pietro, in una intervista al quotidiano ‘La Repubblica’. Per il leader dell’Idv

“quando un cittadino si puo’ ribellare? In uno Stato di diritto ci dev’essere un luogo per far sentire la propria voce. E dove se non in un comizio pubblico? Solo nei regimi e’ vietato contestare. Solo Gheddafi, quando e’ venuto, ha preteso incontri blindati”. L’ex pm di Milano ragiona cosi’: “Sembra che in questo Paese non stia succedendo niente. Facciamo finta che non ci sia una cricca piduista e fascista che ha occupato le istituzioni, approvando leggi liberticide e ad personam che violano la Costituzione. Pero’ tutto questo non si puo’ dire e si vuole togliere al cittadino il diritto di ribellarsi quotidianamente”. Di Pietro dice di rivendicare l’invito rivolto nei giorni scorsi ai cittadini di zittire Dell’Utri in tutte le piazze: “Rivendico la contestazione e l’esasperazione dei cittadini a Como e a Torino. E poi, io a Torino dal Pd, ci sono stato. Qualche giorno fa, a dibattere con Franco Marini. C’erano migliaia di persone. E’ stato un tripudio di consensi per me. E per Marini molti fischi… C’e’ un popolo reale che vota e che non ne puo’ piu’ di questa opposizione con la cravatta al collo e la camicia bianca”. L’ex magistrato, poi, illustra la sua strategia: “Io sto cercando di denunciare la truffa mediatica di un Berlusconi che non ha piu’ il carisma di anni fa. A me l’Alleanza democratica proposta da Bersani sta bene: l’obiettivo e’ cacciare Berlusconi. Ora, pero’, c’e’ da fare il contenuto. E il Pd deve decidersi: o sta di qua o sta di la’, con i Fini e i Casini. In tal caso, l’IdV restera’ un punto di riferimento per la difesa di certi valori”.

E ancora: “C’e’ un popolo che reagisce - sostiene Di Pietro -. Questo clima mi ricorda gli albori di Mani pulite: ci sono migliaia di persone che si sono rotte di sentirsi prese in giro, umiliate e offese. Quelli che se ne lamentano, anni fa vedevano come una liberazione la gente che scende in piazza”. Quanto alla definizione di Fassino che ha parlato di squadristi, Di Pietro conclude: “Parlava al suo popolo, al popolo del Pd. E se l’ha definito cosi’, vuol dire che questi dirigenti non riconoscono piu’ neanche i propri elettori”. (AGI) red