FECONDAZIONE: SACCONI, SENTENZA CONSULTA NON CAMBIA LEGGE 40

(AGI) - Roma, 27 mag. - La sentenza della Corte Costituzionale di alcune settimane fa “non cambia l’impianto della legge 40, non c’e’ nulla nella sentenza che significhi una diversa considerazione degli embrioni e della finalita’ della loro creazione, che era e resta quella procreativa”. Cosi’ il ministro del Lavoro e della Salute Maurizio Sacconi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, sottolinea dopo alcune settimane di incertezza che “la ratio della legge sulla fecondazione assistita resta uguale. E rimangono confermati i divieti di crioconservazione dell’embrione, che sono consentiti solo in stretta relazione con la tutela della salute della donna, come peraltro gia’ previsto dalla legge 40″. L’embrione, insomma, dopo la sentenza della Consulta non e’ affatto diventato “una commodity farmaceutica, da produrre o impiantare a piacimento”. L’unica modifica e’ la rimozione del tetto dei tre embrioni: il limite sara’ stabilito non piu’ dalla legge ma dal medico. “Se si lascia responsabilita’ al medico - fa notare Sacconi - si afferma un principio costituzionalmente rafforzato che non potremo non considerare quando riprenderemo l’esame della legge sul fine vita “. Se lo ha stabilito la Corte per la Legge 40, insomma, a maggior ragione sul testamento biologico “varra’ il principio che l’ultima parola spetta al medico”. (AGI)

Pgi