CARCERI: CAPPELLANO REBIBBIA, NON SERVE COSTRUIRNE ALTRE

(AGI) - CdV, 20 ago. - Il piano lanciato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano per la costruzione di nuove carceri rappresenta “una misura che non contrasta nulla”. Lo afferma il cappellano di Rebibbia, mons. Sandro Spriano, ai microfoni della Radio Vaticana. “Per costruire carceri - ricorda il sacerdote - ci vogliono anni e anni; ne abbiamo gia’ costruite e sono li’, come monumenti inutili, perche’ poi non ci sono i soldi per attrezzarle e dotarle di personale di custodia, di operatori dei trattamenti”. Secondo mons. Spriano, “se non si mette mano al Codice Penale, alla depenalizzazione dei reati, non immaginando piu’ che tutto debba essere semplicemente punito con il carcere, potremmo costruirne 100 all’anno e non risolveremmo il problema”. Il Governo persegue invece la direzione opposta: “sicurezza - lamenta il cappellano di Rebibbia - mi sembra che attualmente significhi mettere il piu’ possibile persone in carcere, tutte quelle che in qualche modo danno fastidio alla societa’ libera. Per cui si sono penalizzate cose che non erano reati prima” e non si applicano le misure alternative gia’ previste: “a Roma - rileva - abbiamo circa 2.500 detenuti e ne abbiamo 50 in semi-liberta’; e poi piu’ del 50 per cento dei detenuti non sono ancora condannati in maniera definitiva, non dovrebbero stare nemmeno in carcere”, dove regna “la piu’ assoluta apatia”. Per mons. Spriano questa “non e’ sicurezza, se non apparente, perche’ queste persone poi, per mancanza di mezzi e risorse umane non vengono assolutamente aiutate a ripensare al loro passato e a poter tornare in societa’. Nessuno - conclude - si chiede ‘come’ tornano: questa e’ una falsa sicurezza”. (AGI)

Siz