LODO ALFANO: SI ATTENDE DECISIONE. BERLUSCONI, TUTTO POSSIBILE

(AGI) - Roma, 5 set. - La politica attende la decisione della Corte costituzionale sul ‘lodo Alfano’ e gia’ si comincia a discutere di urne anticipate. Le invocano Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini, Umberto Bossi non ci crede ma si dice pronto, le esclude Silvio Berlusconi. Il premier ai suoi ha confidato che tutto e’ possibile, che in caso di bocciatura si tratterebbe dell’attacco finale di un disegno organico portato avanti da tempo. Ma il presidente del Consiglio agli ‘oppositori’ ha inviato un messaggio chiaro: “Il governo portera’ a termine la sua missione quinquennale”.

Dunque nessuna alternativa a questo esecutivo. Se vogliono lo scontro - e’ il ragionamento - allora ci sara’ il voto. Ma l’idea di andare alle urne viene considerata come ‘extrema ratio’. Nessuno vuole sei mesi di campagna elettorale - questa la convinzione del presidente del Consiglio - e anche i giudici che si dovranno pronunciare hanno a cuore gli interessi del Paese.

Il Cavaliere lega il caso delle escort alla sentenza sul lodo Mondadori e con i suoi ha sottolineato il clima ostile instaurato dalla sinistra. Ma ad Arcore - riferisce uno dei collaboratori del Cavaliere - c’e’ la sicurezza che non c’e’ nessuna manovra di palazzo in atto. Del resto oggi Gianfranco Fini e’ stato chiaro: “L’unica maggioranza e’ quella uscita dalle urne”. Certo, la sentenza sul lodo Mondadori ha dei tempi sospetti anche per il Cavaliere. “La tempistica e i contenuti di una sentenza che a 20 anni dai fatti arriva con sospetta puntualita’ - affermano anche i capigruppo del Pdl di Camera e Senato in una nota - rafforzano l’opinione di quanti, come noi, pensano che vi sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volonta’ democratica del popolo italiano”.

Da qui l’intenzione di organizzare una manifestazione popolare. “E’ un modo - osservano fonti parlamentari del partito - di far capire che la gente e’ pronta ad andare in piazza”. E gia’ si affacciano le prime ipotesi, come quella del 2 o del 5 dicembre a piazza San Giovanni a Roma. (AGI)

Gil