OMOFOBIA: GAY.IT, “ITALIA ESCA DALL’EUROPA”
(AGI) - Firenze, 13 ott. - “L’Italia abbia il coraggio di uscire dall’Europa”. Cosi’, provocatoriamente, Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it ed esponente storico del movimento gay italiano, commenta il voto di oggi della Camera dei Deputati che ha affossato la proposta di legge contro l’omofobia di Paola Concia. “La legge era gia’ frutto di un compromesso, che per la comunita’ gay e lesbica italiana, sconvolta in questi mesi da una incredibile ondata di omofobia, rappresentava una sorta di minimo garantito, che timidamente avvicinava l’Italia agli altri paesi europei - continua De Giorgi -. Oggi, la ripicca politica dello scontro parlamentare PDL-PD lascia sul campo tanti mesi di lavoro di Paola Concia e senza una legge la comunita’ gay e lesbica. Che dire a Dino, il ragazzo accoltellato ad agosto a Roma all’uscita dal Gay Village? Che l’odio nei confronti suoi e della minoranza cui appartiene vale meno dell’odio per le altre minoranze che, si sa, hanno da anni la Legge Mancino che le protegge? Che la lotta contro le violenze come la sua e’ incostituzionale? Che l’articolo 3 dell’uguaglianza dei cittadini non riguarda l’orientamento sessuale?”. “E’ evidente che l’Italia e’ un paese con una classe debole e supina al Vaticano, che mentre si erge a giudice morale dei comportamenti sessuali del 5% della popolazione italiana che e’ gay, lesbica e transessuale, accetta con disinvoltura le frequentazioni diurne e notturne del suo premier, a scapito dei suoi impegni di Stato. Non e’ un caso infatti che stamani sull’Avvenire otto deputati del PDL abbiano infatti avanzato dubbi sul provvedimento, sostenendo che aprirebbe la strada a matrimonio, fecondazione artificiale e adozione per gli omosessuali, come non e’ forse chiaro a tutti che la pregiudiziale di incostituzionalita’ proposta dall’UDC ed approvata oggi equipara di fatto l’omosessualita’ ad alcune perversioni sessuali quali la pedofilia, la zoofilia o la necrofilia. Sull’altare dell’etica religiosa, si e’ quindi sacrificata la sacrosanta lotta all’omofobia, che era il cuore del provvedimento in discussione. Per coerenza, essendo la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e all’omofobia uno dei punti fermi dell’Unione Europea, ribadito nel Trattato di Lisbona e in molte risoluzioni del Parlamento, oltre che nell’azione di governo dell’UE, l’Italia dovrebbe ora avere il coraggio di uscire dall’Europa, da cui la distanza culturale e’ ormai abissale”. (AGI)
Sep