LA NOTIZIA: ONU RIDUCE PRESENZA IN AFGHANISTAN (ORE 14)

(AGI) - Roma, 5 ott. - In una situazione di crescente insicurezza, l’Onu riduce la sua presenza in Afghanistan. Le Nazioni Unite hanno infatti deciso di richiamare dal tormentato Paese il personale straniero non essenziale: almeno 600 dipendenti non afghani che saranno temporaneamente dislocati in altre posizioni, ha spiegato un portavoce. “Rimarranno solo coloro considerati essenziali… E la decisione ovviamente e’ per garantire la sicurezza di tutto il nostro staff in Afghanistan”. Le Nazioni Unite (che hanno in Afghanistan circa 5.000 dipendenti, l’80 per cento dei quali sono afghani) hanno giocato un ruolo chiave nell’organizzazione delle elezioni del 20 agosto nel Paese, e le agenzie come l’Unicef sono impegnate in programmi fondamentali in campo educativo, sanitario e non solo. L’Onu ha smentito che si tratti di un ordine di evacuazione o di ritiro dal Paese, e ha comunque assicurato che fara’ il possibile per ridurre l’impatto negativo che la misura puo’ avere sui programmi avviati. “L’Onu e’ nel Paese da piu’ di mezzo secolo e non lasceremo il Paese definitivamente”, ha assicurato il portavoce Aleem Suddique.

La decisione arriva otto giorni dopo l’attentato talebano alla foresteria a Kabul in cui morirono 5 dipendenti Onu; e nel giorno in cui i soldati italiani sono tornati nel mirino dei talebani. Un ordigno e’ esploso al passaggio di una pattuglia di para’ nell’ovest del Paese: quattro militari sono rimasti feriti, ma nessuno e’ in gravi condizioni. “Il blindato Lince su cui erano a bordo e’ stato danneggiato, ma ha garantito la necessaria protezione agli occupanti. I quattro para’ sono praticamente illesi”, ha assicurato Marco Mele, il portavoce del contingente italiano a Herat. Intanto comunque il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha confermato che fra cinque giorni comincia il rientro dei 400 soldati inviati dall’Italia per il periodo elettorale.

Rimane la preoccupazione per la situazione di instabilita’ generale. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che il presidente Hamid Karzai deve fare di piu’ per la sicurezza. “Le condizioni di sicurezza sono sempre state critiche. Lo sapevamo e lo sappiamo. Fortunatamente anche i nostri mezzi blindati salvano molte vite dei nostri militari, cosi’ come anche l’attivita’ di prevenzione. Ma ora il governo Karzai dovra’ fare molto di piu’ per la sicurezza e la formazione delle forze di polizia e per dare agli afghani un governo in tempi rapidi”. Quanto alla sua contestata rielezione, il titolare del Quai d’Orsay, Bernard Kouchner. ha detto che e’ “corrotto”, ma ha ribadito che l’Occidente non ha alternative a lavorare con lui. “Karzai e’ corrotto, OK, ma dobbiamo legittimarlo”. (AGI) Bia