(AGI) - Torino, 27 mag. - L’indagine sulla sanita’ regionale piemontese della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Torino, che ha portato all’arresto di 7 persone e che vede indagato anche l’assessore alla sanita’ Caterina Ferrero, e’ iniziata nell’autunno 2010. Il primo episodio al centro delle contestazioni riguarda una gara bandita dalla societa’ di committenza regionale S.c.r., di cui e’ consigliere Piero Gambarino (stretto collaboratore dell’assessore Ferrero), per la fornitura di presidi di continenza (assorbenti). Un lotto di gara, del valore di 50 milioni di euro, riguardava l’affidamento a privati della fornitura, da assegnarsi con gara pubblica. Ma dalle indagini e’ emerso che la gara, gia’ bandita, e’ stata poi revocata per “esigenze di riorganizzazione del servizio” (esigenze poi risultate inesistenti), con un’apposita delibera. Nel giorno stesso della delibera di revoca c’e’ stato invece un accordo tra Gambarino e Luciano Platter, presidente di Federfarma Piemonte, affinche’ la fornitura fosse affidata alle farmacie, per un prezzo piu’ alto di quello a base d’asta. La gara non e’ stata poi indetta (almeno non per quanto riguarda il lotto di fornitura a privati). L’assessore Caterina Ferrero e’ indagata in questo caso in quanto relatrice della delibera, in un quadro indiziario che pero’, ha sottolineato il procuratore Caselli, “lascia notevole margine d’incertezza”, cioe’ non e’ detto che l’assessore fosse consapevole dei provvedimenti illegittimi. L’accordo economico con Federfarma Piemonte non si e’ pero’ mai concretizzato. Per Caselli, “risulta che Gambarino operasse alle spalle del direttore generale Monferrino e in direzione contraria, con tentativi di ostacolarne l’azione. La presenza di Monferrino ha impedito che si portassero a compimento altri reati”. Per quest’episodio, oltre all’assessore Ferrero, a Gambarino e a Platter e’ indagato anche il segretario di Federfarma Torino (e sindaco di Carignano), Marco Cossolo.
Il secondo episodio riguarda la procedura di selezione per un incarico affidato a “un collaboratore designato”, cosi’ l’hanno definito gli inquirenti, il cui nome non e’ stato reso noto, gia’ consulente della Regione Piemonte, il cui contratto era in scadenza. L’accusa, in questo caso (episodio che vede indagati Gambarino, l’assessore Ferrero e il consulente stesso) e’ di avere predisposto un bando di gara finalizzato a far ottenere l’incarico al collaboratore: si sarebbe trattato dunque di una finta gara, i cui requisiti sarebbero stati formulati ad hoc per adeguarsi al profilo del collaboratore e, addirittura, alle sue richieste economiche e di contratto (della durata di 3 anni e con il compenso da lui indicato). (AGI) Segue To2/Chc