(AGI) - Napoli, 30 mag. (dall’inviato Giovanni Lamberti) - “Un auspicio”, ma in realta’ e’ un invito: l’indagine a Napoli ha ostacolato il piano sui rifiuti, “certe cose non fanno piacere, non si ripeta piu’”, del resto “qualcuno ha parlato di giustizia ad orologeria”. Silvio Berlusconi arriva nel capoluogo campano, incontra amministratori locali e rappresentanti delle forze dell’ordine per ’stoppare’ chi frena: la procura di Napoli (”ci sono pm che non hanno visione globale”, dice il premier proteggendo gli esponenti della protezione civile coinvolti che hanno agito “nella eccezionalita’ del momento”), chi nel Csm ha avanzato dubbi di incostituzionalita’ del decreto (le leggi sobno uno strumento per far vivere meglio”) e soprattutto chi pensa di opporsi alle discariche.
Riguardo alla discarica di Chiaiano il presidente del Consiglio e’ categorico: “e’ idonea, sara’ zona militare, useremo la forza dello Stato, chi si oppone sara’ perseguito”.
Linea decisionista e avvertimenti chiari: “chi si augurasse un passo indietro sappia che noi andiamo avanti”. Proprio per questo motivo il decreto “avra’ un iter preferenziale” anche grazie alla collaborazione dell’opposizione. E per far si’ che non si impedisca la realizzazione del piano ci sara’ la superprocura per le inchieste in materia ambientale in Campania: “ci deve essere - spiega il premier - un’unica responsabilita’ per evitare che ci siano singoli interventi di magistrati che possono arrivare a fermare” la macchina messa in moto.
Silvio Berlusconi, quindi, mantiene la barra dritta e conferma il massimo appoggio al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolasochi: “e’ un uomo vero - osserva -, per fortuna non si e’ lasciato intimidire o demotivare”. L’obiettivo ribadito e’ “cancellare in 3 anni” il probelma della ‘monnezza’ in Campania. Berlusconi ‘discolta’ anche le istituzioni locali: “in passato sono state prese anche giuste decisioni che pero’ sono rimaste sulla carta perche’ c’era anarchia”. Ora, invece, “c’e’ lo Stato” ed “io - promette il premier - saro’ qui sempre presente, non mi pesa affatto”. Lo Stato - ragiona ancora il Cavaliere - non ha contrastato con efrmezza chi si e’ opposto alle opere pubbliche, chi “fa violenza alle istituzioni”. Non sara’ piu’ cosi’: “non c’e’ nessuna alternativa al piano. Non consentiremo - scandisce Berlusconi - ad essere fermati per nessun motivo. L’Italia ha avuto un danno di immagine, non e’ piu’ il Belpaese, non possiamo piu’ perdere tempo. Procederemo - conclude il presidente del Consiglio - su questa strada, e’ la direzione giusta”. (AGI)
Gil/Mom