INTERCETTAZIONI: MASTELLA, C’E’ CHI USA PER MANDARE IN MALORA
Friday, May 30th, 2008(AGI) - Roma, 30 mag. - “Secondo me stavolta si arrivera’ a un risultato concreto. Ci eravamo quasi arrivati anche noi alla Camera, quasi all’unanimita’. Poi al Senato ci fu variante e tutto si fermo’, anche perche’ c’e’ chi pensa che questo sia il modo migliore per fottere l’avversario, per mandare le cose in malora. Ripartire da qui e’ giusto, perche’ non si tratta di mettere la museruola ai giudici, casomai di limitarne la pigrizia investigativa”. In una conversazione col ‘Riformista’ in edicola domani e’ l’ex Guardasigilli Clemente Mastella a parlare cosi’ della riforma delle intercettazioni.
“Eppoi - prosegue - non e’ un problema di restrizione, ma di valutazione, perche’ quando si parla di cose normali al telefono e’ come parlare davanti al focolare. Alcune espressioni hanno un significato che chi ascolta puo’ equivocare. Se non ci fosse pregiudizio, basterebbe discernere. Ma siccome il pregiudizio spesso c’e', servono regole chiare”.
Quanto alle prime mosse del suo successore, Angelino Alfano, Mastella osserva che “ha esordito con una prudenza connaturata allo stile siciliano. Lui ha un vantaggio che io non avevo, una maggioranza certa. E un Berlusconi diverso, che non vuole piu’ fare la guerra alla magistratura”.
Il leader Udeur critica invece l’esecutivo sulle controversie giudiziarie campane: “Io, al posto del governo, avrei evitato la storia della superprocura, perche’ mi pare una soluzione fuori dai canoni costituzionali”. E sui mandati d’arresto che hanno investito i vertici preposti all’emergenza dice: “Non e’ che voglio difendere la magistratura, date anche le mie ben note vicende personali, pero’ bisogna stare attenti, perche’ quando si accumula un vuoto di potere e’ ovvio che la magistratura supplisce. Poi la tempistica di certi provvedimenti e’ un altro discorso”. (AGI)
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