(AGI) - Roma, 31 dic. - Da Ginevra, dove continua a vivere nonostante sette anni fa abbia ottenuto dal Parlamento che fosse messa fine al suo lungo esilio, il principe Vittorio Emanuele di Savoia non ha voluto far mancare il suo contributo al dibattito sulle riforme. L’occasione e’ stata il messaggio di fine anno agli italiani.
“Oggi la nostra Patria vive momenti di grave tensione politica e istituzionale che preoccupano molto tutti noi, questo clima d’odio fomenta gli animi e puo’ portare a irrimediabili atti contro le liberta’ di ogni individuo, mi riferisco anche a quanto accaduto al presidente del Consiglio poche settimane prima di Natale”, ha scritto nella missiva su carta intestata in cui si ricorda che e’ duca di Savoia e principe di Napoli, ma firmata con una stilografica blu soltanto ‘Vittorio Emanuele’.
“Una tale situazione di tensione”, ha insistito, “non puo’ che nuocere al futuro e al prestigio della nostra Italia, sia in campo economico sia in campo sociale. E’ necessario riflettere e intervenire risolvendo i motivi di questa grave crisi politica e istituzionale”. E qui Vittorio Emanuele cita il padre, Umberto II, che “in un simile momento storico” dall’esilio esorto’ gli italiani “ad affrontare con grave determinazione e risolvere con coraggio i gravi problemi dell’ora”.
Dunque, e’ stata l’esortazione di Vittorio Emanuele, “invito quindi il Parlamento ad avviare una veloce riforma delle Istituzioni ricordando sempre i principi Risorgimentali che rimangono validi punti di riferimento”.
Quanto piu’ in generale alla situazione dell’Italia, tra crisi economica e calamita’ naturali come il terremoto in Abruzzo, Vittorio Emanuele ha reso omaggio all’impegno dei soccorritori. E, certo che “le istituzioni italiane saranno sempre presenti e fattive”, ha assicurato che “anche Casa Savoia cerchera’ come sempre di dare un suo proporzionato contributo”. (AGI) Sab