(AGI) - Catanzaro, 30 gen. - “La relazione del presidente della Corte d’appello di Catanzaro fotografa, anche in questo distretto, una macchina giudiziaria deficitaria quanto alla capacita’ di fornire al cittadino un servizio all’altezza di una moderna democrazia occidentale. Vi e’ in generale una insopportabile lentezza che ha fatto del nostro Paese un luogo in cui la durata eccessiva dei processi disincentiva anche gli investimenti stranieri. Avverso tali inefficienze il Governo ed il Ministero che rappresento intendono avviare un’azione decisa che ha come scopo quello di vincere la lentezza e di ridare dignita’ alla Giustizia, muovendosi su tre linee guida essenziali: azione di misure organizzative, innovazioni legislative, previsione di un programma di impegni per il 2010″. E’ quanto ha detto, oggi nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro, Serenella Pesarin, rappresentante del ministero della Giustizia, durante il proprio intervento che non ha visto i magistrati presenti lasciare l’aula come segno di quella protesta contro il “processo breve”, che si e’ manifestata quasi in tutta Italia. Pesarin si e’ concentrata soprattutto sull’analisi delle divergenze di rendimento di uffici giudiziari a parita’ di risorse, “che - ha detto - dipendono da deficit organizzativi e, talvolta, da una scarsa capacita’ dei capi degli uffici”. Ha definito necessario “operare scelte di forte innovazione tecnologica, amministrativa, organizzativa ed ordinamentale”, per poi descrivere lungamente le attivita’ messe in campo dal Governo, descrivendole come “risolutive”, ed infine annunciare che “il 2010 sara’ soprattutto l’anno dell’avvio delle riforme costituzionali, oggi piu’ che mai necessarie a innovare la giustizia italiana ed a renderla all’altezza di un moderno stato di diritto. Riforme - ha concluso - che affermino il binomio potere-responsabilita’ anche nell’esercizio della giurisdizione, senza intenti punitivi ma fuori da ogni logica corporativa”. (AGI) Ros/Cli