(AGI) - Roma, 31 mag. - Via libera di Giorgio Napolitano al
decreto del governo sulla manovra economica 2011-2012: il
provvedimento, che contiene la manovra di correzione dei conti
pubblici, potra’ quindi essere pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale ed entrare in vigore. La manovra, dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commentando le parole pronunciate dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, di “risanamento e di crescita”.
“Il governo - aggiunge il premier - ha fatto propria la sfida lanciata dal Governatore per coniugare, attraverso riforme
strutturali, risanamento dei conti e ritorno alla crescita. Un
impegno che intendiamo proseguire, sostenuti anche dallo
stimolo della Banca d’Italia. Concordo con Draghi: il Paese -
conclude Berlusconi - ha forze sane e sufficienti per vincere
la sfida”.
Restano comunque nette le critiche dell’opposizione alle misure decise dal governo. E le perplessita’ attraversano anche la maggioranza e alcune categorie come le forze di polizia e la
magistratura. Il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi,
intanto, avrebbe parzialmente limitato le perdite nel suo
braccio di ferro con Giulio Tremonti. Secondo quanto si
apprende in ambienti del ministero del Collegio Romano infatti,
e’ stata stralciata dal collegato alla manovra la lista degli
enti e delle fondazioni che avrebbero subito la scure dei
tagli. Le decurtazioni ci saranno lo stesso, ma a decidere dove
tagliare, sara’ lo stesso Bondi. E i tagli alla cultura creano
all’interno del Pdl un’inedita alleanza tra lo stesso ministro
e coordinatore del partito e l’area dei ‘finiani’: Generazione
Italia, associazione guidata da Italo Bocchino, e
Farefuturo, la fondazione promossa da Gianfranco Fini e di
cui Alessandro Campi e’ direttore scientifico, stigmatizzano la
decisione del governo di colpire il settore. Lo stesso
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera chiede che
“i tagli alla spesa siano fatti con il bisturi e non con l’ascia”.
Allarme anche dal fronte magistrati: questa mattina il
sottosegretario Gianni Letta ha incontrato una delegazione
dell’Anm. E le toghe sono sul piede di guerra e pronti allo
sciopero: “Abbiamo preso atto - ha detto il presidente
dell’Anm, Luca Palamara - della conferma dei tagli che erano stati annunciati. Siamo pronti allo sciopero e anche ad
altre forme di protesta alternative allo sciopero”.
L’opposizione conferma la sua bocciatura senza appello
riguardo alle misure decise dal governo: per il segretario del
Pd, Pier Luigi Bersani, la manovra e’ “contraria alla ripresa,
inconsistente dal lato delle riforme e aleatoria dal punto di
vista delle prospettive di controllo della spesa”. Per Antonio
di Pietro la manovra “e’ inutile, dannosa e insufficiente a
rilanciare l’economia”. (AGI) Mgm