(AGI) - Roma, 31 lug. - “La continuita’ istituzionale e’, senza dubbio, un bene in se’. Mi chiedo: e’ un bene superiore sempre e comunque alla continuita’ dell’azione politica di governo? Essa va sempre tutelata anche quando dovesse risultare palesemente in conflitto o di intralcio alla continuita’ dell’azione di governo e alla stabilita’ del quadro politico? Ed e’ sempre meritevole di tutela anche quando chi e’ chiamato a incarnarla e’ una persona politicamente “diversa” da quella che era stata eletta?”. Sono le domande che si pone il vicepresidente dei deputati Pdl Osvaldo Napoli. “Una risposta affermativa in questo senso - prosegue - postulerebbe, nel migliore dei casi, una ‘indifferente’ neutralita’ delle istituzioni rispetto all’espressione della volonta’ popolare. Nel peggiore, significherebbe la possibilita’, dietro lo scudo della neutralita’ istituzionale, di ribaltare la volonta’ politica liberamente espressa dagli elettori”.
“La condizione in cui il presidente della Camera viene a trovarsi lo colloca davanti a questo bivio. Il rischio che si fa correre al Paese e’ evidente a tutti: usare le istituzioni per ‘forzare’ la volonta’ elettorale. Come sarebbe nel caso di un governo diverso dall’attuale e costituito senza passare per le urne. Una circostanza inaccettabile - conclude - per chi ha il dovere di vigilare sul rispetto della Costituzione e lo scrupolo costituzionale dell’attuale presidente della Repubblica. E’ per questa via che si arriva alle urne quale risposta, e forse soluzione, ai problemi drammatici aperti dal comportamento di Gianfranco Fini”. (AGI) Com/Bal